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Fate attenzione, vegliate!

Domenica inizia l’Avvento, il tempo segnato, a livello liturgico, dalle pagine della Scrittura che di domenica in domenica scandiscono le tappe verso il Natale. Nel brano evangelico che sarà proclamato, ritorna insistente il monito di Cristo: “Fate attenzione, vegliate!”. Credo che l’Europa, ogni Paese d’Europa, nell’attuale, cruciale fase storica debba ascoltare più che mai tale monito, per essere veramente attenta ai cambiamenti che toccano profondamente non solo l’economia ma il modo stesso di vivere delle persone.

In particolare, bisogna fare attenzione a non estremizzare una “polarità” che si fa sempre più attuale e ci interpella tutti: identità, da una parte, e disgregazione, dall’altra, sono come i poli estremi e antitetici della vicenda umana e sociale che stiamo vivendo in Europa.

Identità: si tratta della propria storia, della memoria, delle radici, di quel passato, profondamente segnato dalla fede cristiana, che spiega il nostro presente: certo, esso trascina con sé anche scorie ma rappresenta la linfa vitale dello stesso nostro essere ed esistere. Purtroppo la cultura contemporanea è sempre più smemorata e quindi incapace di “riportare al cuore” – come dice la stessa etimologia del “ricordo” – i suoi valori, le sue ricchezze interiori e comunitarie, la sua fisionomia, dilapidando la sua eredità.

Dobbiamo, però, riconoscere che un aggrapparsi eccessivo ed esclusivo alla propria identità può diventare patologico. Sboccia, infatti, nelle anime la grettezza, nei popoli il nazionalismo, nelle religioni il fondamentalismo, nelle culture l’integralismo. Disgregazione: il termine suggerisce dispersione e dissoluzione, un po’ come accade quando si staccano le tessere di un mosaico, che a terra creano solo cumuli di colori confusi. Fiorisce, così, una sorta di anarchia che impedisce progetti comuni. Il Cacciaguida dantesco, nel canto XVI del Paradiso, ricorda che «sempre la confusion delle persone / principio fu del mal della cittade». Ribadito questo giudizio severo sulla disgregazione dei popoli e delle culture, bisogna però ricordare che sotto questa parola così negativa può celarsi un fermento fecondo. È quella che potremmo identificare come “pluralità” che si oppone a ogni forma di monolitismo socio-culturale e a ogni globalizzazione imposta e forzosa. Nella disgregazione può, infatti, manifestarsi in forma esasperata un’istanza di disaggregazione che impedisce appunto l’essere “gregge” o branco senza una coscienza personale e un’individualità creativa.

Invitandovi a riflettere sul monito evangelico, auguro a tutti voi, che mi seguite attraverso questo blog, un buon cammino di Avvento!

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  • gianfranca |

    Don Giuseppe personalmente non la conosco ma quando mi capita sento con piacere i suoi commenti e indicazioni sulla lettura della domenica, rimango sempre sconcertata con quanta ricchezza di parole e messaggi e riflessioni che ci pone per meditare. Io dal mio canto, ho ricevuto la chiamata senza ne arte e ne parte, ignara di ciò che lo Spirito Santo aveva in serbo per me, per portare testimonianza di Dio nella mia vita e trasmettere tutto quello che era nascosto nel fondo del mio cuore ai bambini dai 6 anni alla 1°superiore. ho 59 anni e sento tanta stanchezza perchè vedo quanto lavora il diavolo fa e quanta fatica faccio io per far aprire gli occhi e le orecchie all’ascolto della parola DI Dio Padre anche se un po mi consolo perchè parlando oggi del profeta Isaia non è cambiato poi molto. Carissimo Don Giuseppe con gioia, ringrazio per la ricarica che mi da quando ascolto la sua parola. Auguro anche a lei un Buon inizio di Avvento. Cordiali saluti Gianfranca Portaluppi

  • fabrizio centofanti |

    il problema delle antinomie è sempre attuale, in effetti. Dovremmo imparare una volta per tutte a mettere insieme il Dio creatore e le catastrofi della natura, la misericordia e la giustizia, l’accoglienza e il discernimento. Chi semplifica, tradisce il messaggio religioso più autentico.

  • paolo callari |

    pardon Gianfranco

  • paolo callari |

    Chiarissimo don Giuseppe,
    pochi condividono tanto, pochi condividono l’unico valore che hanno avvalorato,il danaro, molti condividiamo il poco, molti siamo poveri, molti siamo ricchi perchè nel buio vediamo le stelle. Dante ha ragione, la confusione, si chiama Enforcement, è un attacco senza carri armati, affamando il popolo, per soggiogarlo alla legge dei mercati. Come al solito il lievito dovrà continuare a pregare la Madonna perchè ci aiuti affinchè il desiderio di edificare la terra sia minore di quello di edificare i cieli. Ogni bene, Paolo Callari

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