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Nani e Giganti

Pubblichiamo il breviario di ieri, per chi ci segue da lontano e non ha potuto leggere Il Sole 24 Ore della Domenica.

Tutti i pensieri intelligenti sono già stati pensati; occorre solo tentare di ripensarli. Di solito rispondo con questa frase di Goethe a tutti quelli che mi chiedono di giustificare il mio ricorso alle citazioni dei pensieri altrui e, quindi, anche questo “Breviario”. Sto per altro in buona compagnia, se è vero che sant’Agostino ha intarsiato le sue opere con qualcosa come sessantamila citazioni bibliche. C’è, però, una spiegazione più profonda che dirò con un’ulteriore citazione.

Bernardo di Chartres (XII sec.) usava un’immagine divenuta celebre: «Siamo nani sulle spalle di giganti». Non partiamo mai da zero, nella scienza e nella filosofia, nell’arte e nella religione, ma ci fondiamo su idee grandiose che ripensiamo. Idee e intuizioni di giganti sulle cui spalle guardiamo l’orizzonte infinito dell’essere e dell’esistere. Ed è per questo che vediamo più lontano.

  • lunadir |

    Sebbene sia molto utile studiare il passato e i le grandi menti che son vissute, costoro non si immaginavano neanche ciò a cui si è giunti dopo la loro morte.
    La strada da fare ancora per ottenere delle risposte da questo universo è lunga, per capire chi e cosa siamo veramente, cosa ci caratterizza.
    Mi trovo quindi in estremo disaccordo con l’affermazione “tutti i pensieri intelligenti son stati pensati”, semplicemente perché nel passato non c’erano gli strumenti di indagine che ci sono oggi.
    E noi non abbiamo quelli che verranno scoperti in futuro.

  • carl |

    Ribadisco che la frase di Goethe non merita la fama di cui certuni la aureolano.
    Di pensieri intelligenti ce ne sono tanti ancora da fare e poi, ovviamente, da riprendere, rielaborare ed arricchire..
    Ma sia il pensare come il rielaborare non sono purtroppo alla portata di tutti ma di pochi. E questo è un chiaro indice del fallimento intellettivo,culturalee cognitivo di coloro (chierici e laici) che hanno gestito un pianeta giunto a 7 miliardi di cervelli rimasti emarginati e sprecati, pur avendo soggettive potenzialità tutt’altro che marginali. Amen? Purtroppo non basta dire amen. Saranno gli sviluppi, le prospettive a parlare da sè.

  • Bianchetti Andreino |

    Di fronte a tutta la cultura del passato, mi sento davvero un mignon, un nanetto.Sono quintali e tonellate di farina buona, altrui, che mi sommergono letteralmente. Non saprei da quale “gigante” salire sulle spalle, che tutta una vita non mi basta, a star lì sopra, per vedere finire l’opera d’apprendimento di quella disciplina. Ma, oggi, l’idea dominante rimane specificatamente attaccata alla funzione produttiva della cultura. L’apprendimento si sposta solo sulle discipline della “rendita” sociale, del “profitto”, del “successo economico”, del “quanto si guadagnerà” Lo spread e il PIL sono già compagni di banco fin dalle scuole primarie. Le aziende importanti si cercano e seguono i migliori allievi fino agli esami di maturità. Tutti conoscono il tuo “curriculum”, a cui si aggiunge anche un master conseguito all’estero. Inglese e tedesco sono ai primi posti, riguardo le lingue straniere. All’università la specializzazione non lascia spazio a niente che non sia una materia tecnica. E’ proprio l’idea dominante che conduce il gioco in prospettiva di una “resa tecnologica e produttiva”. Presente e futuro camminano insieme, salvo lasciare poi il giovane sull’orlo dell’abisso.

  • Marcello Ungaro |

    Cara Eminenza, ciò che fa grande il suo dire non è il ricorso alle citazioni ma è l’utilizzare le citazioni per esprimere idee e pensieri strepitosi e per incoraggiare riflessioni profonde e sempre stimolanti. Approfitto per esprimerLe la nostra soddisfazione nel sapere che l’organizzazione del Convegno palermitano del Cortile dei Gentili è già a buon punto e quindi non vediamo l’ora di incontrarLa e di partecipare ai lavori.
    A proposito di idee Le propongo due citazioni una seria e una ironica:
    Se le idee devono interpretare la natura è necessario che siano altrettanto sconfinate (A.C. Doyle)
    Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee (Leo Longanesi).
    A presto Eminenza.

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