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Una bellezza che non tramonta

“Qui giace il venerabile pittore Fra Giovanni dell’Ordine dei Predicatori. Che io non sia lodato perché sembrai un altro Apelle, ma perché detti tutte le mie ricchezze a te, o Cristo. Per alcuni le opere sopravvivono sulla terra, per altri in cielo”.

Così recita l’epigrafe che corre lungo i bordi della lastra tombale di Giovanni da Fiesole, meglio conosciuto come il Beato Angelico, patrono degli artisti, beatificato effettivamente solo da Giovanni Paolo II nel 1984, di cui si fa memoria sabato prossimo, 18 febbraio.

La sua vicenda artistica è emblematica della profonda sintonia tra arte e fede, della cosiddetta via pulchritudinis, la via della bellezza, percorsa da tanti artisti – tra cui vorrei ricordare il grande architetto Antoni Gaudì (di cui è in corso la causa di beatificazione) – che ha prodotto innumerevoli capolavori, espressioni di una bellezza che non tramonta col passare delle mode e delle tendenze artistiche.

Ho così voluto invitare numerosi artisti, tra i più importanti del nostro tempo – in particolare il musicista e compositore Arvo Pärt, l’architetto Santiago Calatrava, lo scultore Jannis Kounellis, lo scrittore Vincenzo Cerami – per camminare insieme e realizzare nuove tappe di questo itinerario, rinnovando il dialogo tra la Chiesa e gli artisti. Ci incontreremo, allora, proprio il 18 febbraio per presentare, nell’ex convento della Minerva dove soggiornò il beato Angelico, il catalogo della Mostra Lo splendore della verità. La bellezza della Carità. Omaggio degli Artisti a Benedetto XVI. Dopo la presentazione ricorderemo il beato Angelico nella Basilica di S. Maria sopra Minerva, dove è sepolto, con una solenne Celebrazione.

Mi piace concludere ricordando la bella citazione della poetessa ebrea tedesca Nelly Sachs: “Se i profeti irrompessero per le porte della notte, incidendo ferite di parole nei campi dell’abitudine… Se i profeti irrompessero per le porte della notte, cercando un orecchio come patria, orecchio degli uomini, ostruito di ortiche, sapresti ascoltare?”.

  • Marcello Ungaro |

    E che ne dite della bellezza immortale delle splendide armonie di Beethoven, Chopin, Haydn, Debussy e quant’altri, che si elevano al cielo strepitose e che al contempo penetrano nell’animo umano “abbrutito” per tentare di ricondurlo con soavità al mistero dell’ineffabile? Mi piace pensare alla musica come trait d’union tra le bellezze intramontabili di arte e poesia.

  • carl |

    Mah..?? Leggendo Bianchetti credo che avrei dovuto precisare più compiutamente il mio pensiero; Infatti esso è focalizzato non tanto sul XX secolo, anch’esso purtroppo immutabile passato, bensì questo nostro tempo ove, sopratutto nel nostro opulento occidente, sono tanti, troppi, gli esseri umnai caratterizzati da abitudinario abbruttimento, insensibilità con annessi e connessi.
    Comunque chiudiamola qui.
    Carl

  • Edoardo |

    Che dire di questa bellezza?
    “Come stupenda davvero è la veduta, come piacevole davvero è la visione, dice Iside, che questo dio sale al cielo, la sua rinomanza sopra di lui, il suo terrore su entrambi i lati di lui, la sua magia davanti a lui!”
    (Testi delle Piramidi, 1472a-c)

  • Bianchetti Andreino |

    Il Beato Angelico e Nelly Sachs fanno parte di quell’infinito culturale, composto da idee e da pensieri propri e del loro tempo. E’ dal loro vissuto che distinguiamo i loro messaggi, e i vari modi di dare un senso alla vita. Nei dipinti di frà Giovanni, come nelle parole di Nelly, poetessa ebrea di Germania, ci sono tante verità da scoprire e metafore da vedere. Abbastanza lontani nel tempo, questi artisti si elevano a “giganti” di “quella bellezza che non tramonta”, in quanto le loro opere trovano spazio sia in terra, che in cielo. Sì, in cielo, perchè il fumo dei camini di Auschwitz era nero come “le porte della notte.”. Il linguaggio dell’anima non è mai monocolore, esso ha più colori come le metafore della poesia Nelly. A noi rimane osservare tali colori ed imparare il linguaggio.

  • carl |

    Ovviamente intendevo dire:”..forse Lei ha involontariamente INTESO anteporre le bellezze esteriori di frà Giovanni all’abitudinario abbruttimento ed insensibilità di tanti esseri umani..cui allude la Sachs.”

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