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L’arte è polifonica

«Benedizione agli amici che alla mia porta, senza essere chiamati, senza essere sperati, sono però venuti». Con le parole del famoso teologo e cardinale inglese John Henry Newman ho salutato gli artisti e le tante persone venute (purtroppo molte non sono riuscite neanche ad entrare), nella sala Santa Caterina in piazza Santa Maria sopra Minerva, per la presentazione del Catalogo della mostra Lo splendore della Verità la Bellezza della Carità  dedicata dagli artisti a Benedetto XVI per i suoi 60 anni di sacerdozio, come avevo annunciato nel mio ultimo blog post.

L’arte è polifonica e si presenta in un palinsesto di immagini e suoni. Così, Micol Forti curatrice – assieme a Mons. Iacobone, mio stretto collaboratore – del catalogo e moderatrice della serata ha invitato a prendere la parola il musicista Arvo Pärt, lo scultore Jannis Kounellis, l’architetto Santiago Calatrava, lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami. Pärt ha rivolto un saluto commosso e pieno di gratitudine, quasi armonia di una sua composizione essenziale e minimalista.

Cerami, ha cucito insieme citazioni dal Qohèlet e dalle poesie di Giorgio Caproni, e soffermandosi su un passo di straordinaria intensità in cui Benedetto XVI richiama l’urgenza di radicare nel quotidiano ogni ricerca dell’Assoluto. Noi siamo più che altro esploratori – ha affermato lo scrittore – ci attardiamo su tracce spesso indecifrabili, ma sappiamo che in quei medesimi segni dimora una memoria della verità. Personalmente – continuava Cerami – me ne rendo conto ogni volta che contemplo le opere del Beato Angelico, con quella luce inimitabile che riesce a dissolvere ogni ombra dalla scena. Ma anche lui, pur essendo un pittore così vicino a Dio, aveva le mani impastate di colore. Era un uomo come noi, una creatura come tutti.

Calatrava ha reso testimonianza del percorso artistico – evocando il grande Gaudì – come ricerca di qualcosa di ineffabile e di invisibile, un’esplorazione, talvolta, attraverso zone oscure, ma che proprio per questo non può non entrare in contatto con il cammino della Chiesa, in cui la fede aiuta ad approfondire il rapporto tra l’uomo e la trascendenza, a svelare l’uomo a se stesso.

E Kounellis, magistrale interprete dell’“arte povera” ha evidenziato la componente drammatica dell’itinerario artistico, che non deve mai rinnegare il suo rapporto con l’inquietudine, con il mistero che proviene dall’uomo ed è, nel contempo, sempre oltre l’umano. Alla conclusione dell’evento, in cui si avvertiva una partecipazione di ascolto straordinaria, osservavo che la cultura contemporanea ha spezzato la realtà in tanti frammenti, ma rimango altrettanto convinto che la vera realtà è di sua natura compatta, ha in sé contemporaneamente un mistero di verità, un’epifania di bellezza e un segreto fuoco di amore.

Quanta speranza c’è stata in quel dialogo che sfocerà, sicuramente, in altri occasioni.

  • Caterina |

    si parla di contraddizioni…si prova a spiegare quella di Gesù e di suo Padre…io tento di capire..ci provo..ma credo che tutto stia troppo in alto per tentare una comprensione, almeno per me…ma guardo e vedo le mie contraddizioni…quelle di ognuno di noi che certo, non hanno paragone con l’Altissimo…però nel piccolo…forse nel mio piccolo riesco a capire quello che sento…che è più grande di me…e mi domando se davvero l’Amore può essere così forte da dare la morte per ridare la vita…ma io credo che Lei capisca più di me quel che avviene…credo di essere solo una comparsa e davvero mi spaventa e stupisce pensare che sia qualcosa di Divino a muoversi-ci attraverso…perchè me? questo mi chiedo..ma io lo so che mi vuoi bene e tu sai quanto te ne voglio io

  • Bianchetti Andreino |

    L’arte è polifonica se ha già un nome; se ha già avuto una consacrazione di esperti. Attualmente, capita spesso, che dietro l’artista ci sia una holding con tanto di mediatore, mercante e buona finanza. Conosco due artisti, tra l’altro uno lavora con me, e fa i suoi bravi turni a ciclo continuo, che per quasi quarat’anni hanno lavorato, prima in fabbrica e poi di pennello. Hanno anche esposto le loro opere, hanno venduto qualcosa, ma non sono mai saliti sui troni internazionali della pittura contemporanea. Non sono affatto mediocri, le loro opere coinvolgono, nei propri temi specifici, come quelle di artisti rinomati. Alle spalle, questi miei amici pittori, non hanno “gallerie” in prima fila, nè potenti mecenati, nè milioni di euro da spendere in mostre megagalattiche. Quest’arte povera che viene dalla strada, dalla fabbrica quando riceverà il giudizio dei massimi critici? Forse, “post mortem”? Chi si occuperà dei messaggi che quell’arte può dare e dire? Dietro a ogni quadro c’è l’anima, il pensiero dell’artista, il suo stile e la sua poesia, la sua spiritualità e umanità. La polivalenza della pittura dona una comunicazione ampia, smisurata. Uomini e donne si possono riconoscere in tanti caratteri diversi. Nell’arte le polifonie sono tante e tutte diverse, non esiste un sistema polifonico uguale ad un altro.

  • mdpanurge |

    Mi consente Signor Presidente? Se la speranza. che per tanti è ancora quella primaria, di avere un lavoro e se, magari, la maggior parte della popolazione mondiale in grado di farlo la vorasse 35 ore la settimana, come qualche annmo fa fu proposto in Francia, oppure (ancora meglio) solo 20 ore, come di recente ha proposto un think tank britannico… Ebbene, se così fosse, quando vedo, sento o leggo certe “realizzazioni” definite “culturali o artistiche”, penso che mi farebbero un’assai miglior impressione o, diciamo, che mi lascerebbero del tutto indifferente se sapessi che sono state realizzate da artisti che prima hanno svolto le loro 20 o 35 ore di normale lavoro settimanale, come vorrebero poter fare tanti comuni mortali i quali invece sono disoccupati o, tutt’al più, hanno saltuariamente un’attività precaria e arbitrariamente gestita.
    Solo questo volevo dirle Signor Presidente del Pontifico Consiglio per l’Arte e la Cultura..
    E La ringrazio, se pubblicherà questi miei ininfluenti pensieri
    M.de Panurge

  • Luigia Turri |

    “Tutte le parole sono logore e l’uomo non può più usarle. (Qohelet 1,8)” Ma “Tu hai parole di vita eterna” (Gv 6,68).

  • Caterina |

    ….”chistionai a sorga pò intedi nura”…la tua ossessione finirà per farmi credere che valgo qualcosa…è un pericolo che si allontana sempre più perchè, come tu sai e hai visto, la meta è vicina; quanta ambiguità in te, non chiamarlo amore o bellezza o verità! tu sai bene di cosa parlo! goditi la tua epifania di bellezza di una realtà che appare in frantumi ma a tuo giudizio è pur compatta! a te la gloria in terra, io spero sempre in quella dei Cieli…un giorno forse..un giorno lontano ci perdoneremo di tutto questo male

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