25 novembre 2011 - 12:15
Fate attenzione, vegliate!
Domenica inizia l’Avvento, il tempo segnato, a livello liturgico, dalle pagine della Scrittura che di domenica in domenica scandiscono le tappe verso il Natale. Nel brano evangelico che sarà proclamato, ritorna insistente il monito di Cristo: “Fate attenzione, vegliate!”. Credo che l’Europa, ogni Paese d’Europa, nell’attuale, cruciale fase storica debba ascoltare più che mai tale monito, per essere veramente attenta ai cambiamenti che toccano profondamente non solo l’economia ma il modo stesso di vivere delle persone.
In particolare, bisogna fare attenzione a non estremizzare una “polarità” che si fa sempre più attuale e ci interpella tutti: identità, da una parte, e disgregazione, dall’altra, sono come i poli estremi e antitetici della vicenda umana e sociale che stiamo vivendo in Europa.
Identità: si tratta della propria storia, della memoria, delle radici, di quel passato, profondamente segnato dalla fede cristiana, che spiega il nostro presente: certo, esso trascina con sé anche scorie ma rappresenta la linfa vitale dello stesso nostro essere ed esistere. Purtroppo la cultura contemporanea è sempre più smemorata e quindi incapace di “riportare al cuore” – come dice la stessa etimologia del “ricordo” – i suoi valori, le sue ricchezze interiori e comunitarie, la sua fisionomia, dilapidando la sua eredità.
Dobbiamo, però, riconoscere che un aggrapparsi eccessivo ed esclusivo alla propria identità può diventare patologico. Sboccia, infatti, nelle anime la grettezza, nei popoli il nazionalismo, nelle religioni il fondamentalismo, nelle culture l’integralismo. Disgregazione: il termine suggerisce dispersione e dissoluzione, un po’ come accade quando si staccano le tessere di un mosaico, che a terra creano solo cumuli di colori confusi. Fiorisce, così, una sorta di anarchia che impedisce progetti comuni. Il Cacciaguida dantesco, nel canto XVI del Paradiso, ricorda che «sempre la confusion delle persone / principio fu del mal della cittade». Ribadito questo giudizio severo sulla disgregazione dei popoli e delle culture, bisogna però ricordare che sotto questa parola così negativa può celarsi un fermento fecondo. È quella che potremmo identificare come “pluralità” che si oppone a ogni forma di monolitismo socio-culturale e a ogni globalizzazione imposta e forzosa. Nella disgregazione può, infatti, manifestarsi in forma esasperata un’istanza di disaggregazione che impedisce appunto l’essere “gregge” o branco senza una coscienza personale e un’individualità creativa.
Invitandovi a riflettere sul monito evangelico, auguro a tutti voi, che mi seguite attraverso questo blog, un buon cammino di Avvento!
Categorie: Religione
