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Dal duello al duetto

Firenze, lunedì pomeriggio, in una splendida giornata di sole senza l’afa che d’estate tormenta i turisti, abbiamo partecipato con gioia e con grande soddisfazione al “Cortile dei gentili” su “Umanesimo e bellezza, ieri e oggi”, ambientato nella straordinaria cornice del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Il Sindaco Renzi e l’Arcivescovo Betori hanno rivolto brevi ma significativi saluti al foltissimo pubblico intervenuto (meravigliandosi loro stessi di una presenza così numerosa).

Antonio Natali, il Direttore degli Uffizi, ha tratteggiato l’orizzonte tematico dell’incontro, quindi sono intervenuto io per sottolineare l’importanza di questi appuntamenti, volti a contrastare sia le bruttezze estetiche sia le brutture etiche che ci circondano, e dunque a far emergere la “potenza della bellezza” che, sola, può suscitare speranza e nuove energie in un’umanità spesso avvolta, e soffocata, dal grigiore, dalla “mucillagine” della quotidianità.

Nel vivo dell’incontro non due “duelli” come quelli, talvolta tragicomici, che ormai dilagano dappertutto, a cominciare dai palinsesti televisivi; ma due “duetti”, due simpaticissimi e apprezzati faccia a faccia: Moni Ovadia e Sergio Givone, Erri De Luca e Antonio Paolucci.

Gli applausi, ma soprattutto il silenzio e l’attenzione con cui il pubblico ha seguito i dialoghi per più di due ore, hanno sancito la validità e il successo autentico dell’evento.

Suggestive ed evocative le “parabole” di Ovadia, per il quale la bellezza è via maestra anche di conoscenza. Givone ci ha riportato le riflessioni di Dostoevskij, che affermava: “La bellezza è il campo di battaglia in cui Dio e satana si disputano il cuore dell’uomo”.

De Luca ci ha ricordato che non esiste solo la forza di gravità (attrazione terrestre) ma anche e soprattutto un’attrazione celeste: la bellezza spinge tutto e tutti verso l’alto. Paolucci, illustrando gli affreschi del salone, ci ha dimostrato che l’arte parla eloquentemente (“è l’ombra di Dio sulla terra”), se sappiamo ascoltarla e leggerla.

Da questo “cortile” siamo usciti tutti con un sentimento comune: ci sentivamo davvero più “belli” dentro.

 

  • Paolo Gasparini |

    Suggestivi due episodi del fascino della bellezza sui cuori, raccontati nei films “Mission” e “il Pianista”, dove il potere della musica, per la sua elevatezza, libertà, ritmicità, armonia e ispirazione, ha la meglio sui cuori dei selvaggi o del generale nazista.

  • Pietro |

    Eminenza Reverendissima,
    che bello sarebbe avere un incontro del Cortile dei Gentili a Venezia, in un contesto ecclesiale e culturale che appare quasi come il più naturale per questa iniziativa tanto fortunata.
    Le confido anche che c’è davvero in moltissimi, non solo tra i laici ma anche tra i consacrati cui appartengo, qui a Venezia e nelle terre del Patriarcato, l’intima speranza che possa essere lei il successore del card. Angelo Scola sulla cattedra di Marco: da parte nostra preghiamo il Signore perchè questo possa esaudire la nostra richiesta.

  • federico |

    su tv2000 ora trasmettono l’intero incontro: sta parlando moniovadia, come al solito gran polverone di erudizione, senza un minimo di filo logico

  • Fabio Barbieri |

    Quoto il primo intervento.
    Come può un dialogo schietto tra laici e credenti prescindere dall’interrogarsi insieme sul mistero della bellezza?
    Come non osservare che non può esservi un sentimento condiviso di bellezza senza il potere salvifico del dolore, dolore custodito dal Cristo sfigurato e crocifisso, per mezzo del Quale dalla distorsione del peccato emerge la vera armonia, la vera proporzione da seguire.
    Vero amore perché dura fino alla Fine, fino alla bellezza della Verità.
    Morendo e soffrendo nei chiodi Egli si rende inscindibile dalla vita che ci dona: oltre la realtà sensibile Si purifica e promette quel radioso eterno futuro che è l’unica meta concepibile per l’uomo.
    Nelle spine e nell’agonia di quel corpo e di quel volto sanguinante dovrebbe risiedere la radice di ogni nostra futile ed effimera ambizione estetica.

  • assunta sacchetti |

    Da anni leggo e apprezzo il suo lavoro di divulgatore attingendo alle parole della cultura.Seguo anche il Cortile dei gentili.Vorrei chiedere sè è possibile leggere i vari discorsi che svolgono nelle varie tappe di questa esperienza.

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