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Notte a Bassora

Per i lettori lontani, ripropongo il Breviario che è stato pubblicato sul Sole 24 Ore del 6 novembre. 

Brillano le stelle in cielo, si chiudono gli occhi degli innamorati. Ogni amante è sola col suo amato. E io sono sola qui con te, mio Signore! Un cielo nitido, trapuntato di stelle, al centro una luna candida, all’orizzonte nel buio lo skyline delle cupole delle moschee e dei minareti: ho ancora davanti agli occhi una notte di trent’anni fa a Bassora. Secoli prima, in questa città dell’Irak, travolta dalle due ultime guerre assurde e ora in ricostruzione, una donna di nome Rabi’a contemplava lo stesso cielo e pregava con l’invocazione che ho citato. Era stata schiava, poi suonatrice di flauto, forse anche prostituta. Ma, conquistata da Dio, si era avviata sui sentieri d’altura della mistica che, com’è noto, ama il linguaggio degli innamorati. Da quel lontano VIII secolo le sue parole folgoranti insegnano a tutti noi un sentimento ferito e perduto, la tenerezza. «Il vero amore – scriveva Ungaretti – è una quiete accesa».

  • fabrizio centofanti |

    il vangelo di ieri parla delle vergini che attendono lo sposo con la stessa trepidazione. le stratificazioni successive ne hanno fatto, a volte, una notizia minacciosa, uno spauracchio per i recalcitranti. ma dobbiamo ricuperare l’atmosfera magica dell’innamoramento per riscoprire la fede autentica.

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