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Che cosa significa peccare

Per tutti i nostri lettori che ci seguono da lontano, ecco il Breviario pubblicato sulla Domenica del Sole 24 Ore di ieri.

Lo sapevi, peccare non significa fare il male: / non fare il bene, questo significa peccare.
Certo, un teologo potrebbe eccepire di fronte a questo distico della poesia A un Papa di Pier Paolo Pasolini. Ciò non toglie che essa custodisca una verità indiscutibile, tant’è vero che la stessa morale cattolica ha introdotto il "peccato di omissione", che talora può essere grave come un "peccato mortale". È l’indifferenza con cui procediamo per la nostra strada, lasciando che l’altro incespichi e cada. Vorrei, però, aggiungere una chiosa alle parole di Pasolini. Indubbiamente, non bisogna fare il male e si deve evitare di non fare il bene; ma bisogna anche fare bene il bene. Senza arroganza, fastidio o rassegnazione: «Se un uomo dà un soldo a un povero malvolentieri e malamente, questo soldo buca la mano del povero, cade e trafigge la terra», scriveva Léon Bloy.

  • carl |

    Giustissimo: Fare il bene, bene. Ossia non malamente. E il povero Paolini non era forse malmesso di sè ? Malgrado i maggiorenti culturali di una certa parte del mondo laico e politico l’abbiano elevato e posto sui loro altari ?
    Non ci sono forse a questo mondo disponibili tantissime altre citazioni, motti, ecc. ed altri esempi da additare, anzichè uno come anche quello impersonato dall’autore de “ragazzi di vita”, oltre che del film sul Vangelo..?? Non sto, nè mi è dato, di giudicare il Paolini. Ma nemmeno mi sentirei di additarlo a chicchessia. La mia mia è un semplice e libero sentire personale, lasciato alla deriva nel maremagnum interennettiano. Chissà se mai, eccetto Iddio, qualcuno lo leggerà..??

  • neologos |

    Eminenza illustrissima,
    mi spiace ma il mio commento non sarà adulatorio come gli altri. Il vangelo è “una guida semplice per il bene”, un manuale per interazioni su intorni ristretti. Usandolo ci sentiamo meglio, ma il male sistemico comunque trionfa.Infatti le sue parole abbastanza semplicisticamente ma di buona presa sui fedeli “pecorelle” non tengono conto che non esiste solo il bene per il prossimo locale ma esiste anche il bene sistemico. In realtà come arrivare ad una organizzazione generale dell’umanità che possa distribuire il bene al maggior numero possibile possibile di persone è aldilà del messaggio evangelico. Ci pensa Dio? E’ da dimostrare dati gli ultimi millenni di storia.

  • monica |

    Eminenza buongiorno,
    leggo e ascolto sempre con grande interesse i suoi interventi su questo blog, riviste,girnali,e in tv su canale 5.
    e’ veramente bravo …
    le chiedo gentilmente se ci puo’ indicare qualche testo importante da regalare
    mi scusi se le porgo una domanda forse un po’ diciamo così banale….
    attendo impaziente una sua risposta e i suoi prossimi interventi su questo blog
    grazie ancora …

  • Fabrizio centofanti |

    Parlavo di questo tema da lei citato a proposito della parabola dei talenti: il terzo servo pensa di essersela cavata seppellendo il talento – “padre, che devo dirle? Non ho ammazzato, non ho rubato” -‘ ma la vita è da un’altra parte.

  • laura lang |

    Suggerisco a tutti quelli che seguono con passione Monsignor Ravasi di ascoltare le registrazioni di alcune conferenze che l’allora don Gianfranco Ravasi, tenne molti anni fa presso il centro culturale San Fedele di Milano.
    Sono splendide riflessioni sul Vangelo di MAtteo, di Giovanni e altro ancora.
    Edizioni EDB

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