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Il Natale dei Gentili (1)

Trittico natalizio per Atei

Non furono forse “Gentili” i Magi, pagani appartenenti alle carovane orientali che percorrevano le strade delle regioni del Vicino Oriente e, quindi, anche della Terra Santa, i primi ad incontrare Cristo? Pensando ai nostri “Gentili” che – a differenza dei Magi – non hanno nessuna fede in nessun’altra divinità, quale potrebbe essere la proposta di un loro Natale? Io suggerirei un trittico di vie possibili, che propongo in tre tappe.

La prima è netta ed efficace e si fonda proprio su una celebre pagina evangelica, quella del capitolo 25 di Matteo (versetti 31-46). Molti di coloro che con amore hanno assistito affamati, assetati, stranieri, nudi, malati e carcerati, non sanno di averlo fatto a Cristo stesso. Eppure, egli dirà loro: «In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me!». L’impegno di carità associa implicitamente a Cristo, ed è significativo che uno scrittore fieramente ateo come il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht (1898-1956) abbia rappresentato nella poesia Vigilia di Natale questa scena:

Oggi siamo seduti, alla vigilia di Natale, 

noi, gente misera, 

in una gelida stanzetta, 

il vento corre di fuori, 

il vento entra. 

Vieni, buon Signore Gesù, da noi, 

volgi lo sguardo: 

perché Tu ci sei davvero necessario.

  • manuel rodrigues |

    Eminenza
    Tanti belli auguri in queste festività della Luce. Il suo testo è magnifico. Si legge con piacere. È pedagogico e di una grande profondità e attualità.
    Saluti cordiali.
    Manuel Augusto Rodrigues

  • Edoardo |

    Uno spirito è rifornito conformemente a Dio, “aurora” il suo nome. Egli è venuto all’esistenza tra i due Grandi Dèi dentro il cielo: uno di loro è dentro l’Ovest del cielo, l’altro è dentro l’Est del cielo. Essi vivono dentro i divenuti utili, glorificati, di questa terra. È venuto sotto il regno suo, questo “aurora”, incontro a loro, incontro alla macellazione, al sacrificio suo. Egli ha rifornito ogni spirito glorificato dentro il cielo, dentro l’Ovest. A lui è dato uno spirito glorificato dentro la necropoli. Oh, “aurora” è sveglio, il dormiente. Oh, morto che sei in Nedit, venuto immediatamente a me: Io sono apparso dentro il grande delle Origini.
    (Coffin Texts, Spell 469, 387a-388e)
    Non è certo riferibile al Cristo questo testo, scritto più di duemila anni prima di lui,anche se sembra.

  • paolaf1 |

    per Massimo Ripani: e perche’ mai un “gentile” non puo’ associarsi a Cristo nella carita’? Magari non e’ interessato al fatto che si chiami Cristo o Budda o che so io, il “gentile” non crede ma non e’ senza cuore. Negli ultimi anni , in momenti difficili, mi hanno aiutato laici/atei/indifferenti. Mentre i vecchi amici della parrocchia ….se ne sono un po’ fregati..(chiedo scusa per il termine ma rende bene l’idea)

  • ripani massimo |

    Che l’impegno di carità ci associ implicitamente a Cristo è una presa di posizione quanto meno discutibile per un Gentile.

  • paolaf1 |

    basta girare alcuni quartieri di Roma per accorgersi che e’ pieno di presepi. Presepi viventi. Gente che dorme sotto i portici, e per letti hanno cartoni , per cuscino gli elenchi del telefono, le coperte sono quelle che noi non usiamo piu’ e che – novelli pastori molto meno generosi degli originali – regaliamo loro. Di Bambini Gesu’ infagottati alla meglio ce ne sono a decine. Noi “gentili” o toccati dalla fede passiamo e ripassiamo davanti a queste scene piu’ volte al giorno e non ci indignamo, non ci scandalizziamo , non andiamo a protestare perche’ questo spettacolo finisca e tutti abbiano una vita decorosa.
    Capisco che e’ un’immagine tetra che scalfisce un poco l’icona del Santo Natale a tutti i costi : ma ripeto: basta uscire dalle case, dalle chiese, dalle scuole, dai posti di lavoro e i presepi ci sfilano davanti agli occhi. E i personaggi non diventeranno neanche mai famosi ne’ santi ne’ beati

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