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Il Natale dei Gentili (2)

Una seconda tappa del nostro trittico, un’altra via aperta che potremmo indicare ai Gentili che vivono accanto a noi per fare un “loro” Natale, oltre all’impegno della carità, è quella di ritrovare l’anima genuina del Natale, risalendo alla figura centrale di Gesù di Nazaret, da ascoltare e accogliere, non credendo in lui come Figlio di Dio, almeno come chi ha un’autorevolezza unica, una parola chiara e forte, e riesce a parlare, da due millenni, al cuore di uomini e donne di ogni cultura e di ogni razza.

L’ascolto della sua parola – attraverso la lettura dei Vangeli – non lascia mai indenni. È quello che affermava un altro scrittore “laico” come Alfredo Oriani (1852-1909): «Credenti o increduli, nessuno sa sottrarsi all’incanto di quella figura, nessun dolore ha rinunciato sinceramente al fascino della sua promessa». Anche chi, come il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900), l’aveva combattuto fino al punto di scrivere un libro intitolato Anticristo, alla fine riconosceva che Gesù era l’emblema insostituibile della carità, e per questo era l’unico vero cristiano della storia, purtroppo finito in croce.

  • monica |

    buona sera eminenza,
    la mia e’ una semplice domanda che le porgo : a quando il cortile dei gentili qui a Reggio Emilia ? sarei molto interessata.
    ho seguito su tv 2000 la repplica del cortile dei gentili svoltosi a Firenze con Erri de Luca, …..
    tanti cari saluti.

  • Romano |

    Lorenzo, concordo con te. Però credo che la nomina e il titolo di Patriarca sarebb il giusto riconoscimento per quanto il card. Ravasi ha fatto per la Chiesa. Senza contare che non vedo altri alla sua altezza sull’orizzonte ecclesiastico italiano.

  • Bianchetti Andreino |

    “Trovare l’anima genuina del Natale”… diventa sempre più difficile ai giorni nostri. Purtroppo, ragioniamo molto poco con la nostra testa, perchè siamo al seguito delle innumerevoli imitazioni mondane, la nostra vita scorre veloce nell’immenso super-market di casa nostra, dove sono solo i bilanci a contare. Dove vuoi che nasca Dio in questo mondo. Non c’era posto allora, figuriamoci adesso. Neanche tra la povertà, perchè il pane del Natale è diverso dal quello solito, fatto di farina, pur necessario. Forse bisognerà scendere a livelli più bassi ancora, perchè Dio trovi un posto in cui nascere. Nella sofferenza fisica, quella acuta delle ultime ore o minuti, il posto più abbandonato della terra, lì, dove scorgiamo sorella morte tenderci la mano, l’attimo prima, forse, ci sarà un Natale.

  • Romano |

    Contini, la sua obiezione (che pure ci regala un sorriso) è alquanto superficiale. Non è solo il card. Ravasi ad aver letto Nietzsche come Nietzsche stesso lascia intendere, ascolti anche lei un po’ di Terza Sinfonia di Mahler, sono sicuro che ne avrebbe grande beneficio.

  • Lorenzo |

    Magari Le venisse chiesto di trasferirsi a Venezia!! Ma non credo Romano, Sua Eminenza ha un incarico così importante che difficilmente si potrebbe trovare qualcuno per sostituirlo.

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